09/04/2013 – Risposta del sindaco alla proposta di iniziativa popolare “quorum zero”

massi sulla strada della democraziaQuesta la risposta alla proposta di iniziativa popolare del 18 gennaio 2013.

I punti salienti erano:

1- quorum zero per tutti i referendum

2- diminuizione al 2% di firme per indire referendum

3- invio ad ogni famiglia di un opuscolo informativo sul quesito referendario

4- abbinamento dei referendum ad altre votazioni

5- vincolo di esecuzione del risultato referendario.

Risposta sindaco quorum zero

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6 thoughts on “09/04/2013 – Risposta del sindaco alla proposta di iniziativa popolare “quorum zero”

  1. Sarebbero tanti i commenti da fare se dovesse fare una disamina di tutti i punti esposti dalla prima cittadina di Sesto San Giovanni, ma per sintesi ne faccio soltanto due in punti di non poca importanza, a mio avviso:
    1) L’indisponibilità finanziaria è un pretesto che viene spesso usato da parecchio tempo ed in qualsiasi campo (specie su quello sociale) e si tralascia il fatto che le amministrazioni hanno palesato sprechi ed opere inutili e incompiute in senso trasversale ed in tutta la penisola. La democrazia diretta ha ampiamente dimostrato, secondo dati statistici e testimonianze di persone adeguatamente qualificate e competenti, che l’economia è più florida, gli sprechi più contenuti e i servizi alla popolazione sono migliori (nel rapporto qualità/costo).
    2) La prima cittadina nella risposta sembra condividere tante cose e sembra anche favorevole ad abbassare i limiti all’esercizio della partecipazione popolare, ma non si impegna a proporre quanto dice di condividere al consiglio comunale (almeno non mi pare di aver letto nulla al riguardo). Diciamo che secondo un vecchio detto che dice : “piuttosto di niente è meglio piuttosto”, sarebbe comunque significativo un abbassamento delle firme richieste per indire referendum, ed anche un abbassamento del quorum … ma, come ripeto, mi pare che tutto ciò sia un’opinione espressa dalla prima cittadina sestese, il che lascia il tempo che trova. Complimento a l vostro impegno ed al vostro lavoro comunque.

  2. Il Sindaco non argomenta. Mentre noi spieghiamo e motiviamo il perchè delle proposte ed analizziamo pro e contro e illustriamo i potenziali benefici, il Sindaco si limita a dichiare auspicabili dei parametri (3% di quorum di ingresso e 30% di quorum di validi), senza spiegare su che basi è giunta a tali valutazioni e senza argomentare la bontà delle sue motivazioni, lo steeso dicasi per le risposte agli altri punti. E’ del tutto evidente che non solo manca di coraggio e ritiene nei fatti la “partecipazione” argomento di cui parlare ma da non praticare, ma anche che siamo alla solita vecchia politica. Piuttosto che approfondire e fare una seria analisi pro/contro e costi/benefici e poi arrivare a una decisione motivata e condivisa, si limita a dare un contentino ai proponenti ottenendo un duplice scopo: 1) poter sbandierare di aver ascoltato i cittadini, cosa di fatto non vera ; 2) lasciare la situazione pressochè immutata, dato che la coesistenza dei due quorum al 3% e 30% oltre allo scarso impegno formativo/informativo del comune in favore della pratica referendaria e al mancato accorpamento ad eventuali elezioni appaiono, dal punto di vista dei politici di professione, condizioni sufficienti affinchè gli strumenti referendari non possano davvero essere fruibili e qualora lo fossero resterebbero inefficaci, lasciando come sempre a loro ogni potere decisionale.

    • ” poter sbandierare di aver ascoltato i cittadini” per “lasciare la situazione pressoché immutata … lasciando come sempre a loro ogni potere decisionale”
      Questo, infatti, è esattamente il comportamento dei “capi” eletti tenuto e mantenuto dai secoli dei secoli in Italia per tenere una popolazione ai livelli di civiltà preistorici. Torna comodo a pochi furbi.

  3. Coraggio, anche loro sono disinformati e di base contrari, quindi serve avere pazienza.
    Piuttosto proponigli di far organizzare al comune un’assemblea pubblica sul tema con qualche esperto, tanto per cominciare ad informare meglio la popolazione.
    Meglio combattere con l’informazione, quando crei un gruppetto di cittadini consapevoli, è fatta!

  4. Pingback: 28/10/2014 – A Sesto S.G. è possibile esercitare la partecipazione popolare? | piudemocraziasestosg

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