23/04/2013 – Incontro con Gianfranco Pasquino

costituzione_italianaMartedì 23 aprile 2013 ore 17:30 in via Puricelli Guerra 24, presso la sala del camino, il prof. Pasquino illustrerà il libro “La rivoluzione promessa – lettura della Costituzione Italiana.

L’evento fa parte de: “25 aprile 2013”. Vedi maggiori informazioni qui.

L’anno scorso, in occasione della festa della Repubblica, avevamo preso contatto con il prof. Pasquino per invitarlo  a Sesto S.G. a parlare della Costituzione Italiana. Purtroppo i suoi impegni non collimavano con le nostre date e così abbiamo dovuto rimandare il tutto.

In occasione della presentazione del libro il prof. Pasquino, che abbiamo contattato telefonicamente, si è reso disponibile a incontrarci per approfondire la nostra proposta di iniziativa popolare “quorum zero e più democrazia”.

Riportiamo alcuni passi del suo libro che supportano la nostra proposta:

Pag. 112 (legge elettorale): ….. E’ stato sollevato il problema della possibile esistenza di una maggioranza parlamentare che, grazie a leggi elettorali maggioritarie, abbia conseguito un numero di seggi sufficiente a modificare la Costituzione ……. E’ interessante notare che la validità dei referendum costituzionali non è stata subordinata dai costituenti a nessun quorum di partecipazione, vale a dire che contano i “si” e i “no” a prescindere dalla validità dei votanti. Insomma, contano, come è giusto che sia, i cittadini che si sono informati, che hanno dedicato tempo ed energie a comprendere il testo che viene loro sottoposto e che decidono di andare a votare. Il premio che gli elettori informati e consapevoli ottengono è che il loro voto non può essere sconfitto dall’astensionismo, più o meno furbesco, di elettori disinteressati, apatici, indifferenti oppure opportunisti, che contano sull’astensionismo fisiologico di chi, per varie ragioni, non può e non riesce a esprimere il suo voto.

Pag. 202 (referendum): …… al referendum dei liberativo, nel quale (NDR: i cittadini) approvano o respingono un disegno di legge: così come accade ad esempio in California dove i referendum si chiamano propositions perché sono “proposte” redatte da gruppi di cittadini e rivolte a tutti gli altri cittadini per ottenerne l’approvazione ……

La soluzione più semplice consiste nell’abolire il quorum che, come detto, già non esiste nel caso molto più rilevante, dei referendum costituzionali. Allo stato attuale, e salvo imprevedibili circostanze eccezionali, il referendum è diventato uno strumento spuntato, la cui sostanziale inutilizzabilità e inutilità impoverisce la democrazia italiana.

Riassumiamo anche alcuni punti rilevanti del suo libro:

Lo strapotere dei partiti provocò inadempienze e distorsioni costituzionali.

– Da almeno 3 decenni l’attenzione si è spostata sulle istituzioni (solo sul sistema elettorale).

– Partiti sono sempre più deboli ma rimangono gli attori dominanti.

– Padri costituenti:

1) si chiederebbero se la classe  politica abbia operato per tradurre la “rivoluzione promessa” in riforme politiche, sociali, economiche che renderebbero migliore l’Italia.

 2) hanno affidato il compito di rimuovere gli ostacoli che “impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale” (art. 3) a noi cittadini e ai detentori di cariche politiche. La responsabilità maggiore è sempre di ha maggior potere politico

Una rivoluzione pacifica ha necessità di un ampio sostegno popolare e di una convinta  partecipazione di cittadini informati.

Dunque ti aspettiamo martedì 23 aprile 2013 per approfondire l’argomento.

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