10/02/2014 – Bolzano: respinta con referendum SENZA QUORUM una legge approvata con i soli voti del SVP

referendumDomenica 9 febbraio 2014, per la prima volta i cittadini aventi diritto di voto in Alto Adige hanno avuto la possibilità di decidere con referendum SENZA QUORUM se una legge approvata dal Consiglio provinciale dovesse entrare in vigore oppure no.

La risposta delle urne è stata netta. Il 65,1% dei votanti ha bocciato la legge in oggetto. Gran parte del successo è da attribuire all’associazione Iniziativa per più democrazia (maggiori dettagli sull’associazione QUI). Nella città di Bolzano, dove ha sede l’associazione, si è avuta una punta di NO pari al 85,2%

Questo il quesito del referendum confermativo:

Approvate il testo della legge concernente Partecipazione civica in Alto Adige, approvata dal Consiglio provinciale il 6 giugno 2013 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n.26 del 25 giugno 2013?

Il referendum del 9 febbraio non prevedeva alcun quorum e quindi il risultato della consultazione era valido a prescindere dal numero degli elettori che si recarono alle urne.

La legge provinciale sulla democrazia diretta era sottoposta al voto perché lo avevano richiesto un vasto comitato per il NO che ravvisava in essa una serie di difetti.
Il comitato era guidato da Iniziativa per più Democrazia, un gruppo che da sempre si batte, a livello provinciale, per la promozione e l’estensione dell’uso dei referendum. Il comitato per il NO era sostenuto da tutti i partiti con l’esclusione della Svp, e riteneva che la legge attuale ostacolava di fatto una reale, compiuta e moderna democrazia diretta.

Tra i punti più criticati vi era l’elevato numero delle firme necessarie, 26 mila, per richiedere un referendum. Veniva criticato anche il fatto che la legge SVP escludeva dai referendum alcune tematiche.

Secondo il comitato per il NO i vincoli erano stati di fatto inseriti dalla SVP per “ridurre al minimo la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni politiche”.

Questo referendum è stato possibile grazie alla riforma dello Statuto d’autonomia voluta dal Parlamento italiano nel 2001, riforma che per l’approvazione delle regole procedurali della democrazia prevede appunto il referendum. I cittadini della provincia di Bolzano hanno potuto decidere su una legge, approvata esclusivamente coi voti del gruppo SVP, che doveva cambiare la vigente regolamentazione sulla partecipazione civica.

 La legge bocciata dai cittadini era la risposta della SVP all’esito del primo referendum provinciale, quello del 2009, fallito per i pochi voti mancanti al quorum.  La stragrande maggioranza dei votanti a quel referendum era favorevole ai diritti di partecipazione civica ben applicabili per mezzo dei due strumenti essenziali della democrazia diretta: referendum e iniziativa popolare. La legge della SVP non permetteva né l’uno né l’altro. Il referendum a controllo delle decisioni del Consiglio e della Giunta provinciali non era neppure previsto. L’iniziativa popolare (che permette ai cittadini di presentare al Consiglio proprie proposte) era regolamentata in modo da non permettere di arrivare al referendum o da impedire che le proposte popolari possano ottenere la necessaria maggioranza. Inoltre era esplicitamente negato il diritto di sottoporre al voto popolare le proposte per modificare le regole procedurali della democrazia (elezioni e votazioni, comprese le disposizioni sugli stipendi dei politici); non era neppure prevista un’informazione istituzionale indipendente.

Quella legge permetteva ai cittadini solo di parlare. A decidere sarebbe stata, come sempre, la maggioranza in carica.

I cittadini dell’Alto Adige hanno avuto la possibilità di potenziare ed estendere la loro sovranità, costituzionalmente prevista, respingendo quella legge votando NO il 9 febbraio 2014.

Ora il nuovo Consiglio provinciale sarà tenuto ad approvare una buona legge per una vera partecipazione civica. La proposta in questo senso, già depositata nel 2013 con il sostegno di quasi 18.000 firme di cittadine e cittadini, con l’appoggio di molte associazioni, attende ora la trattazione in Consiglio.

Sempre più persone capiscono che le questioni e i problemi veramente grandi non possono essere risolti solo dai politici eletti. I cittadini devono e vogliono prendersi la propria parte di responsabilità e partecipare alle decisioni, che risulteranno così maggiormente condivise. Per far questo servono strumenti di democrazia diretta ben applicabili ed efficaci.

L’esperienza e tutti gli studi scientifici sulla democrazia diretta in diversi paesi mostrano che essa funziona veramente solo se i cittadini, per partecipare alle decisioni, non devono fare un’estenuante corsa a ostacoli. Per ottenere ciò i cittadini dell’Alto Adige lottano da più di 18 anni con consenso sempre più crescente nella popolazione e ORA E’ DIVENTATA REALTA’.

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