27/10/2014 – A Sesto S.G. è possibile esercitare la partecipazione popolare?

OBIEZIONESEMBRA PROPRIO DI NO’.

Facciamo il punto della situazione sulle richieste dei cittadini sestesi fatte negli ultimi anni:

nel dicembre 2009 sono  state segnalate, allo staff del Sindaco, alcune anomalie riscontrate tra lo Statuto comunale e il relativo regolamento della partecipazione. Lo Statuto comunale, per esempio, richiedeva il 5% di raccolta firme per indire un referendum mentre il regolamento, forse per agevolare la partecipazione popolare, ne richiedeva SOLO il 10%.

RISULTATO della segnalazione: NESSUN RISCONTRO da parte dell’amministrazione comunale.

Nell’aprile 2010 i cittadini si rivolgono al Difensore Civico comunale che invia una raccomandata al Sindaco con la richiesta di aggiornare lo Statuto comunale e il regolamento della partecipazione popolare.

Nel novembre 2011, confidando che l’amministrazione avrebbe dovuto aggiornare lo statuto (difensore civico e circoscrizioni abolite dalla legge finanziaria del dicembre 2009) alcuni cittadini depositano una petizione, firmata anche da 5 consiglieri comunali, richiedendo una modifica allo Statuto comunale per alcuni articoli relativi alla partecipazione popolare. Maggiori dettagli sulla petizione QUI.

Nel febbraio 2012 il Consiglio Comunale vota una modifica dello Statuto accogliendo in parte le richieste della petizione sopra descritta. La votazione non ottiene la maggioranza dei 2/3 dei presenti e, come previsto dallo Statuto, si sarebbe dovuto riconvocare il Consiglio Comunale, dopo 30 giorni, e rivotare la modifica dello Statuto.

RISULTATO: riconvocazione del Consiglio Comunale MAI AVVENUTA. Tutto da rifare. La giustificazione dell’amministrazione fu: “non vogliamo modificare lo Statuto a pochi mesi dalle nuove elezioni.” (che avverrano nel maggio 2012)

Passati 6 mesi dalle elezioni, nel novembre 2012 i cittadini richiedono lumi sulla modifica dello Statuto. Stanchi di attendere risposte che non arrivavano, nel dicembre 2012 alcuni cittadini autenticano e depositano le firme per una iniziativa popolare per richiedere un’estensione dei diritti referendari più ampia rispetto all’attuale Statuto comunale. Maggiori dettagli QUI.

Il 18 marzo 2013 si riunisce la 1a Commissione consiliare, affari istituzionali e legali, per discutere l’iniziativa popolare presentata del dicembre 2012.

RISULTATO: il Sindaco risponde ufficialmente ai cittadini con lettera del 9 aprile 2013. Maggiori dettagli QUI

Il 17 giugno 2013 in Consiglio comunale era previsto dall’ODG la discussione delle richieste dell’iniziativa popolare dei cittadini.

RISULTATO: causa il protrarsi dei precedenti punti dell’ODG, alle ore 2:00 ca. del 18 giugno 2013, il Presidente del Consiglio Comunale chiede ai cittadini se hanno intenzione di rimandare la discussione della loro iniziativa popolare. Richiesta che i cittadini accolgono.

Dopo diverse richieste e proteste indirizzate al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale per una data precisa di calendarizzazione della discussione della loro iniziativa popolare, il giorno 8 luglio 2013,  finalmente nell’ODG viene inserita la discussione dell’iniziativa popolare non evasa nel giugno 2013 ma……. alle ore 2:30 ca. il Consiglio Comunale richede nuovamente ai cittadini di rimandare la discussione della loro iniziativa popolare a data da destinarsi. Questa volta i cittadini rifiutano la richiesta del Consiglio Comunale e ottengono di presentare la loro iniziativa popolare.

RISULTATO:  il Consiglio Comunale respinge le richieste dei cittadini votando, alle ore 3:00 ca. del 9 luglio 2013 il seguente Ordine del giorno:

Ordine del giorno sullo statuto.

il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, riunito in data 08 luglio 2013, esprime l’orientamento che lo Statuto del Comune debba essere compiutamente rivisitato, alla luce dei cambiamenti normativi intercorsi e della necessità di valorizzare compiutamente la partecipazione della cittadinanza, a partire da quanto elaborato nella scorsa consiliatura.
Il consiglio comunale ritiene altresì che, nel quadro della valorizzazione della partecipazione civica, debba essere attenuato il numero di firme necessario alla proposizione dei referendum cittadini e il quorum che ne rende valida la votazione.
Il Consiglio comunale, conseguentemente, invita il Presidente a convocare la competente commissione consiliare per avviare il percorso di revisione statutaria che dovrà concludersi con CELERITA’.

Nel gennaio 2014 i cittadini richiedono un incontro con il Presidente del Consiglio e con il Segretario Genarale per capire il significato di celerità.

RISULTATO: la risposta fu: “la modifica dello statuto verrà inserita nella prossima riunione della relativa Commissione competente“. La commissione si riunirà invece solo il 26 marzo 2014 su precisa richiesta di 2 consiglieri comunali. La 1a Commissione consiliare si concude con un nulla di fatto.

Il giorno 12 maggio 2014 due comitati referendari presentano due quesiti referendari richiedendone l’ammissibilità al Comune.

RISULTATO: Il Sindaco in data 25 giugno 2014 risponde così:

Oggetto: richiesta giudizio di ammissibità referendum consultivo “iniziativa popolare quorum zero”

Facendo seguito alla richiesta in oggetto, prot. gen. 35462 del 12 maggio 2014, segnalo l’impossibilità, allo stato, di procedere alla nomina del competente Comitato per il giudizio di ammissibilità sui referendum di cui all’ art. 21 del vigente Statuto comunale fino ad aggiornamento statutario ad esito della attività della prima Commissione consiliare insediatasi a tal fine il giorno 26 marzo 2014. In tal senso il presente riscontro è inoltrato, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Comunale nonchè al Presidente della prima Commissione consiliare, confidando in una celere definizione dell’iter.

Codiali saluti

ESITO: nulla di fatto.

Nel luglio 2014, vista la latitanza dell’Amministrazione comunale, i cittadini si rivolgono al Prefetto di Milano per chiedere quali azioni siano possibili per ottere i diritti della partecipazione popolare loro spettanti. Il Prefetto invia questa lettera al Sindaco:

Milano, 9 luglio 2014

Oggetto: segnalazione in merito a due quesiti referendari

Si fa riferimento alla nota con la quale il sig. …….., cittadino di Sesto S.G., ha segnalato che lo Statuto comunale, prevedendo ancora la figura del difensore civico, abolita dall’art. 2 comma 186 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, non sarebbe adeguato alla normativa vigente, lamentando, che ciò comporterebbe l’impossibilità per l’Amministrzione di giudicare l’ammissibilità di due quesiti referendari presentati da due comitati di cittadini il 12 maggio scorso.

Al riguardo nel prendere atto che è in corso lìiter per l’adeguamento statutario in parola, nella celere definizione del quale lo stesso Settore Affari Istituzionali e Legali ha rappresentato di confidare, si richiama l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sulla necessità che venga garantito l’esercizio delle forme di partecipazione previste e salvaguardate dall’art. 8 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000n. 267 TUEL.

RISULTATO: silenzio da parte dell’Amministrazione comunale.

Il giorno 14 ottobre 2014 alcuni cittadini incontrano il Difensore civico regionale al quale espongono tutti i fatti sopra descritti.

RISULTATO: il giorno 23 ottobre 2014 il Difensore Civico regionale invia una lettera di richiamo al Sindaco. Questo il testo:

Oggetto: comitato di ammissibilitàdi referendum comunale

Il Sig. …… ha segnalato a questo ufficio la faccenda di cui all’oggetto.

Vicenda che risale al 2010 ed ha visto – negli anni –  il deposito di una petizione per la modifica dello Statuto comunale, la raccolta di firme per un’iniziativa popolare, la presentazione di due quesiti referendari – tutti disattesi – e l’intervento della Prefettura.

Riteniamo pertanto di dover anzitutto chiedere a codesta amministrazione quali impedimenti hanno fatto sì che la mancata riforma dello Statuto – nel corso di quasi cinque anni – abbia causato di fatto  l’impossibilità di applicare l’art. 8 del Testo Unico degli Enti Locali, con particolare riferimento al referendum, pure previsto e disciplinato nello Statuto stesso.

La scelta – e quindi l’impegno – di prevedere forme referendarie ai sensi del citato art. 8 è infatti indipendente dall’eventuale ostacolo dovuto all’inadeguatezza del comitato incaricato di giudicare l’ammissibilità dei quesiti referendari, ostacolo superabile con la modifica dello Statuto, sulla base di quanto previsto all’art. 6 del Testo Unico sopra citato.

Pur in assenza di termini perentori, poi, l’adeguamento dello Statuto alle recenti modifiche legislative (cfr. l’abolizione della figura del Difensore civico comunale e la conseguente sua sostituzione all’interno del Comitato di ammissibilità dei quesiti referendari) non può essere procrastinato sine die.

Rimaniamo pertanto in attesa di conoscere i tempi previsti da codesta amministrazione per poter consentire il riconoscimento dei diritti referendari previsti nello Statuto comunale

Secondo voi a Sesto S.G. è possibile esercitare la partecipazione popolare tanto sventolata in campagna elettorale dalle forze politiche?

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5 thoughts on “27/10/2014 – A Sesto S.G. è possibile esercitare la partecipazione popolare?

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  3. Pingback: “Partecipazione democratica, il Comune di Sesto ignora le richieste dei cittadini, parola al Ministero dell’Interno” | Corriere di Sesto

  4. Pingback: 10/11/2015 – Risposta al Segretario del PD sestese Esposito | piudemocraziasestosg

  5. Pingback: “Partecipazione democratica, il Pd non ascolta le richieste dei cittadini ma le ignora” | Corriere di Sesto

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