19/11/2014 – Interviene la Prefettura di Milano

massi sulla strada della democraziaNeppure davanti alle sollecitazioni della Prefettura di Milano, il Sindaco e  l’Amministrazione Comunale di Sesto adeguano lo Statuto ed il Regolamento per la Partecipazione Popolare

In data 12 maggio 2014, i Comitati “chiusura inceneritore” e “più democrazia e partecipazione a Sesto” presentano al protocollo del Comune due quesiti referendari, e ne chiedono l’ammissibilità.
In data 25 giugno 2014, il Sindaco rimanda il tutto alla Commissione Consiliare, che già aveva fallito, chiudendo con un nulla di fatto, e risponde così, ai due Comitati:

Oggetto: richiesta giudizio di ammissibilità referendum consultivi “chiusura inceneritore” e“ più democrazia e partecipazione a Sesto”.

Facendo seguito alle richieste in oggetto, protocollo gen.35456 e 35462 del 12 maggio 2014, segnalo l’impossibilità, allo stato, di procedere alla nomina del competente Comitato per il giudizio di ammissibilità sui referendum, di cui all’ art. 21 del vigente Statuto comunale, fino ad aggiornamento statutario ad esito della attività della prima Commissione consiliare insediatasi a tal fine il giorno 26 marzo 2014. In tal senso il presente riscontro è inoltrato, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Comunale nonché al Presidente della prima Commissione consiliare, confidando in una celere definizione dell’iter.

Firmato CHITTO’ Monica

Nel luglio 2014, visto il tergiversare dell’Amministrazione Comunale, i due Comitati Referendari si rivolgono direttamente al Prefetto di Milano, per avere indicazioni su quali azioni intraprendere per ottenere i diritti alla partecipazione, previsti dalla legge e dallo Statuto di Sesto. Il Vice Prefetto invia questa lettera al Sindaco di Sesto S. Giovanni:

Milano, 9 luglio 2014.
Oggetto: segnalazione in merito a due quesiti referendari.

Si fa riferimento alla nota con la quale i signori…, cittadini di Sesto San Giovanni, hanno segnalato che lo Statuto comunale, prevedendo ancora la figura del difensore civico, abolita dall’art. 2 comma 186 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, non sarebbe adeguato alla normativa vigente, lamentando, che ciò comporterebbe l’impossibilità per l’Amministrazione di giudicare l’ammissibilità di due quesiti referendari presentati da due comitati di cittadini il 12 maggio scorso.
Al riguardo, nel prendere atto che è in corso l’iter per l’adeguamento statutario in parola, nella celere definizione del quale lo stesso Settore Affari Istituzionali e Legali ha rappresentato di confidare, si richiama l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sulla necessità che venga garantito l’esercizio delle forme di partecipazione previste e salvaguardate dall’art. 8 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 del Testo Unico Enti Locali.
Firmato Vice Prefetto Cirelli

Davanti a questo richiamo, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Sesto non hanno dato alcuna risposta, confermando di non essere interessati alla partecipazione attiva dei cittadini, anzi, vedendo questa potenziale partecipazione come un intralcio alle proprie strategie.

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