16/06/2015 – I diritti referendari negati a Sesto S.G. (1)

cittadino idealeLa cronistoria.

A.D. 2004, entra in vigore lo Statuto comunale tuttora vigente (in ritardo di 4 anni ner recepire il TUEL dlgs 267/2000 che richiede, tra le altre cose, ai comuni di regolamentare le forme di partecipazione dei cittadini). Lo Statuto, nelle norme transitorie e finali, dispone l’emissione ENTRO UN ANNO di un regolamento della PARTECIPAZIONE invocato per 12 volte nello Statuto stesso. Tale regolamento ad oggi non è ancora stato neppure redatto, anzi 10 anni dopo si è tentato un colpo di mano, scongiurato dai cittadini, per rimuoverne i richiami nello Statuto invece di adottarlo!

A.D. 2009, lo Stato italiano con la legge finanziaria (!) abolisce la figura del difensore civico comunale e le circoscrizioni in città con meno di 100.000 abitanti, basterebbe un semplice e rapido recepimento nello Statuto comunale, che ancora ad oggi si attende… Nello stesso anno i cittadini segnalano la necessità di rivedere lo Statuto anche alla luce di alcune incongruenze con il regolamento per la consultazione dei cittadini, a cui non risulta alcun seguito. Prima dellle elezioni comunali del maggio 2012, sollecitato dai cittadini, il Difensore Civico Comunale fa in tempo ad inviare una raccomandata al Sindaco per chiedere di aggiornare Statuto e regolamenti, alla quale non risultano riscontri.

novembre 2011, i cittadini depositano una petizione con cui chiedono la modifica allo Statuto Comunale, ne segue una semplice risposta formale (in ritardo sui tempi previsti dai regolamenti comunali), ma nessun riscontro nel merito

febbraio 2012 il Consiglio Comunale mette in votazione una modifica dello Statuto ma non viene raggiunta in prima istanza la maggioranza qualificata dei 2/3 dei presenti, una nuova votazione avrebbe dovuto essere calendarizzata entro 30 giorni, ma i tempi non vengono rispettati, poi la consigliatura finisce e quindi non se ne fa nulla. Tutto da rifare.

dicembre 2012 i cittadini autenticano e depositano le firme per una iniziativa popolare con l’intento di richiedere l’estensione dei diritti referendari. La risposta formale del sindaco arriva di nuovo con grave ritardo.

luglio 2013 il Consiglio Comunale respinge la proposta popolare, ma riconosce l’urgenza di revisionare lo Statuto sollecitando il Presidente all’avvio di un iter da concludersi con “celerità”.

marzo 2014 l’iter da concludersi con “celerità” viene avviato dopo 8 mesi, solo su sollecitazione dei Cittadini,  con una prima seduta della Commissione competente sostanzialmente inconcludente ed aggiornata a data da destinarsi.

maggio 2014 vengono depositati 2 quesiti referendari e il comune avrebbe 60 giorni per valutarne l’ammissibilità, a tutt’oggi risultano in attesa (e ancora per molto lo saranno).

giugno 2014 Il Sindaco si accorge che a causa di uno Statuto obsoleto, il comune non è in grado di valutare l’ammissibilità dei referendum, ma auspica che l’iter di revisione si svolga con “celerità”.

luglio 2014 i cittadini si rivolgono al Prefetto che invia un sollecito al Sindaco.

ottobre 2014 i cittadini si rivolgono al Difensore Civico Regionale che invia un sollecito e chiede spiegazioni al Sindaco, non essendo chiaro “cosa abbia impedito in 5 anni di revisionare lo Statuto” … “causando di fatto l’impossibilità di applicare l’art. 8 del Testo Unico degli Enti Locali, con particolare riferimento ai referendum”.

dicembre 2014 i cittadini rivolgono una nuova petizione al Sindaco per sollecitare la revisione dello Statuto.

dicembre 2014 il Prefetto chiede aggiornamenti al Sindaco mettendo in copia il Ministero dell’Interno.

gennaio 2015 si riavvia l’iter in commissione, ovviamente sempre con l’auspicio di concluderlo con “celerità“.

gennaio 2015 Sindaco e Presidente di commissione scoprono, sollecitati dai cittadini, che lo Statuto li obbliga a prevedere “opportune forme di consultazione” prima di poterlo modificare.

febbraio 2015 vengono sospesi i lavori della commissione ed avviata una sbrigativa campagna di “raccolta di idee” per le modifiche allo statuto della durata di soli 15 giorni scarsamente pubblicizzata, arrivando a respingere la richiesta di indire una conferenza stampa per informare i cittadini da parte di un consigliere (di maggioranza) e a respingere la richiesta di estensione dei termini per la presentazione delle proposte di un’associazione iscritta all’albo comunale, con la seguente motivazione “è urgente concludere i lavori” (!)

marzo 2015 tanto si prodiga l’amministrazione comunale per far partecipare i cittadini che la campagna di raccolta proposte, si conclude con la partecipazione dei soli cittadini e associazioni che già stavano sollecitando l’amministrazione su questo tema, ad eccezione di un tesserato del partito di maggioranza relativa che inviava non già una proposta di modifica dello Statuto, bensì un emendamento ad una proposta del Sindaco (appartenente allo stesso partito) …(!)

A.D. 2015 12 sedute della commissione competente partoriscono una bozza, ben poco condivisa tra le forze politiche, nel tentativo di arrivare ad un “testo unico” da votare in Consiglio comunale, bozza che a luglio 2015 non è ancora esaminata per neanche la metà degli articoli di cui si compone lo Statuto.

luglio 2015 arrivano le meritate ferie!!!!. Rinvio a metà settembre per l’ennesima seduta della commissione competente.

A distanza di quasi 6 anni dalla legge che ha abrogato il Difensore Civico, è evidente che la SCELTA di non voler votare immediatamente in Consiglio comunale la modifica del solo articolo dello Statuto che riguarda la suddetta figura, quale membro della Commissione giudicante l’ammissibilità dei quesiti referendari, insistendo a discutere insieme alle modifiche che comportano posizioni prettamente politiche con relativi lunghi tempi, può avere quale unica motivazione il voler impedire la partecipazione popolare e l’esercizio dei diritti referendari, con buona pace dei programmi elettorali (e di governo).

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