17/07/2015 – I diritti referendari negati a Sesto S.G. (2)

cittadino idealeQualche giorno or sono, a Sesto S.G. sono state fatte togliere delle locandine di una forza politica, affisse in un luogo non idoneo, con questa motivazione dell’Assessore Innocenti:

La democrazia si basa su regole stabilite da cittadini e cittadine per il buon governo della comunità. Le regole del Comune di Sesto San Giovanni sull’utilizzo delle bacheche da parte dei partiti politici, movimenti e liste civiche sono state approvate dal Consiglio Comunale del 15 dicembre 2014 ecc…”. Dunque per chi non rispetta le regole scattano delle sanzioni.

Questo vale per tutti? Se a violare le regole è il Sindaco, sembrerebbe proprio di no!

A Sesto S.G. l’Amministrazione continua a negare i diritti referendari.

Vedi l’odissea dei Cittadini QUI.

Dopo ben 12 sedute della 1° Commissione consiliare, nel solo anno 2015, la Presidente Anna Antoniolli comunica che i lavori per la modifica dello Statuto di Sesto S.G. riprenderanno a settembre (si spera settembre 2015). Il dott. Finazzi (parlando a nome e per conto del Sindaco) si era esposto dichiarando pubblicamente che lo Statuto sarebbe stato modificato entro giugno (anche qui non venne specificato di quale anno).

Eppure in Consiglio comunale, tutti avevano votato il seguente ordine del giorno:

Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni, riunito in data 8 luglio 2013, esprime l’orientamento che lo Statuto del Comune debba essere compiutamente rivisitato, alla luce dei cambiamenti normativi intercorsi e della necessità di valorizzare compiutamente la partecipazione della cittadinanza, a partire da quanto elaborato nella scorsa consiliatura. Il Consiglio comunale ritiene altresì che, nel quadro della valorizzazione della partecipazione civica, debba essere attenuato il numero di firme necessario alla proposizione dei referendum cittadini e il quorum che ne rende valida la votazione. Il Consiglio comunale, conseguentemente, invita il Presidente a convocare la competente commissione consiliare per avviare il percorso di revisione statutaria, che dovrà concludersi con celerità.

Dopo 24 mesi il Presidente del Consiglio Boccia non ha nulla da dire?

Ci piacerebbe sapere come mai non si faccia scattare una sanzione per chi non rispetta le regole dello Statuto comunale. Si legge sul portale del comune (http://www.sestosg.net/sportelli/comune/attiufficiali/scheda/,621 – Lo Statuto -) “La potestà statutaria costituisce l’espressione più qualificante dell’ autonomia degli Enti territoriali e permette che tali enti si dotino di strumenti di autogoverno”.

Due quesiti referendari sono stati protocollati in data 12 maggio 2014 e, come da Statuto, l’Amministrazione avrebbe dovuto rispondere entro 60 giorni!!! Ma tutto è in alto mare. E le sanzioni? A già dimenticavamo, è l’Amministrazione comunale che dovrebbe sanzionare il Sindaco!!!

Lo Statuto del comune di Sesto SG è inadeguato dal dicembre 2009 e i Cittadini hanno segnalato più e più volte tale anomalia. Così, dopo ben 24 mesi dalla votazione sopra esposta, si parte per le vacanze senza che nessuno, tra maggioranza e opposizione, abbia ritenuto di segnalare a chi di dovere come a Sesto S.G. sia impossibile esercitare la Democrazia dei Cittadini.

Tutto ciò limitandosi a commentare i tempi biblici dell’amministrazione comunale, volendo entrare velocemente nel merito del livello di discussione della commissione competente, bastino due esempi:

– un Consigliere chiamato a migliorare Lo Statuto del suo comune non fa mistero (anzi resta agli atti dei lavori) “che lo Statuto è argomento che non lo appassiona” ci sarebbe da aspettarsi dimissioni “per noia” un minuto dopo avere proferito tali parole, invece non accade.

– a fronte di un auspicio “bipartisan” di poter garantire più partecipazione popolare, consiglieri di maggioranza quanto di opposizione paventano irrealistici rischi di abuso dello strumento referendario, mentre il dato oggettivo è che a Sesto S.G. non è MAI stato usato perché inagibile!

Sembra però che la campagna elettorale per le elezioni del 2107 sia già iniziata. Infatti si vedono gazebo dei vari partiti che invitano i Cittadini a collaborare per “amministrare insieme”. Un vero festival dell’ipocrisia.

Basta riflettere sulle dichiarazioni dei nostri Consiglieri comunali. Ne citiamo solo alcune a caso:

  • La democrazia vuole la partecipazione dei cittadini, se vanno in pochi a votare un referendum non è giusto che la loro decisione sia imposta a tutti. (Ci domandiamo: ma allora le ultime elezioni a Sesto S.G., ma anche quelle dell’Emilia Romagna e della Sicilia per le ultime regionali, vista la bassa affluenza alle urne sono “non democratiche”? La verità è che chi non vota delega la decisione a chi si informa e si reca alle urne. Perché il quorum zero dovrebbe valere per conferire una delega generica valida 5 anni (elezione) e non per prendere una singola decisione specifica (votazione referendaria)
  • Se le decisioni del Consiglio comunale possono essere messe in discussione dai Cittadini con un referendum confermativo o abrogativo, allora noi cosa sia stati eletti a fare?
  • – Una Consigliera afferma che “il Comune ha altre priorità” (ma son passati ormai 3 anni da quando l’ha detto).
  • Se ai Cittadini non piace come amministriamo, possono sempre formare una loro lista civica, vincere le elezioni e poi cambiare quello che vogliono. (Della serie: mi avete eletto e ora faccio quello che mi pare)
  • Nei referendum le lobbies si attivano per condizionare il risultato referendario (Invece nelle elezioni e nelle nomine dei vari assessori le lobbies non si attivano mai?)
  • Noi vi appoggeremmo volentieri, ma siamo in minoranza e non possiamo fare nulla. La prossima volta votate per noi. (FALSO. Infatti l’art. Del regolamento del Consiglio Comunale recita: Il Consiglio Comunale si riunisce altresì per determinazione del Presidente, sentito l‘Ufficio di Presidenza e Capigruppo Consiliari, ovvero quando sia stata presentatarichiesta scritta da almeno un quinto dei Consiglieri Comunali o dal Sindaco. In tal caso il Presidente è tenuto a riunire il Consiglio Comunale entro venti giorni dal ricevimento della richiesta, iscrivendo all’ordine del giorno e al primo punto dei lavori l’esame delle questioni proposte”. Cosa impedisce alle minoranze di chiedere lumi sull’operato dell’Amministrazione? (magari esercitando le funzioni ispettive come previsto dall’art. 19 del Regolamento del Consiglio Comunale)

 In fondo quello che più importa ai nostri politici è quello di avere Cittadini sordi, ciechi e muti. A Sesto S.G., impedendo i diritti referendari, ci hanno ridotti così.

Il popolo non dovrebbe accettarlo. Ma esiste un popolo? Davvero possiamo continuare solo votare e restare a guardare?

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