13/11/2015 – promuovere lo sviluppo favorendo la partecipazione dei cittadini al governo della città (art. 1 dello Statuto di Sesto S.G.)

democracyIn tutta Italia c’è molto fermento nel richiedere più democrazia diretta. In buona parte perché, in molti casi, continuano a diffondersi casi di mala politica. Noi pensiamo invece sia anche frutto di quei cittadini che hanno studiato e capito gli insegnamenti di Paolo Michelotto e di Thomas Benedikter. Negli ultimi anni, molti comitati hanno fatto richiesta al proprio comune di modificare lo Statuto comunale chiedendo l’inserimento di strumenti referendari. Da anni Michelotto e Benedikter sono chiamati come esperti di democrazia diretta, hanno girato in lungo e in largo l’Italia, invitati da cittadini che intendevano essere più attivi nel proprio comune per non sentirsi più semplici elettori.

In alcuni comuni, liste civiche hanno vinto le elezioni proprio facendo riferimento alla democrazia diretta. Ricordiamo qui solo alcuni casi dove noi siamo stati inviati come relatori e cioè i comuni di Cusano M., Lomazzo e Viadana.A Sesto S.G. la coalizione di centrosinistra ha vinto le elezioni del 2012 facendo propaganda elettorale anche sulla “partecipazione popolare”. Nel loro programma potevamo leggere:

A pag. 4 – Governare bene significa creare un clima di speranza collettiva, rendendone possibile l’esercizio con l’ascolto dei bisogni e con gli strumenti della partecipazione, con risultati amministrativi concreti e stabili in grado di migliorare la vita delle persone. Tale approccio, onesto e schietto, può aiutare a restituire la fiducia, a rendere le istituzioni più vicine ed amiche alle persone.

pag. 10 – Una città dove l’Amministrazione Comunale, Sindaco, Giunta e Consiglio ciascuno per le sue competenze, non si sottrarranno al dovere di decidere, ma dopo aver ascoltato ed essersi confrontati sia con i cittadini singoli che con le realtà organizzate del territorio. Lo Statuto ed i regolamenti (e particolarmente quello sulla partecipazione) verranno rivisti ed adeguati, rendendo ancora più agevole accedere alle informazioni, nell’ottica di costruire percorsi decisionali partecipati, trasparenti e motivati.

Per collaborare con l’attuale amministrazione abbiamo presentato nostre proposte, nel gennaio 2013, partendo da quelle depositate nel 2011 visto che la passata amministrazione non aveva saputo recepirle. Purtroppo la maggior parte delle nostre proposte sono state rifiutate in 1° commissione consiliare. Le poche accolte verranno discusse in Consiglio comunale, non si sa ancora quando, con grosse limitazioni.

Vi invitiamo a rileggere le pagine 4 e 10 sopra esposte e chiediamo se a voi sembra che l’amministrazione stia lavorando per aumentare la partecipazione popolare o invece, come noi pensiamo, la stia rendendo sempre più difficile da esercitare?

Per finire riprendiamo il nostro titolo (articolo 1 dello Statuto di Sesto S.G.):

Il Comune di Sesto San Giovanni è ente locale autonomo. Esso rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo favorendo la partecipazione dei cittadini al governo della città.

 Chissà se qualche consigliere comunale ricorderà quell’articolo al Sindaco?

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