16/11/2016 – Riforma costituzionale e democrazia diretta

OBIEZIONEI sostenitori del SI’ sostengono che vengono rafforzati gli istituti di democrazia diretta. Infatti sono previsti nuovi referendum (propositivo e d’indirizzo). I sostenitori del NO’ mettono l’accento sul fatto che il tutto venga rimandato a futura legge.

Entriamo nel merito del referendum abrogativo e il suo quorum. Se si raccoglieranno da 500.000 a 800.000 nulla cambierà e il quorum resterà del 50%. Raccogliendo più di 800.000 firme il quorum diventerà il 50% +1 della metà dei votanti delle ultime elezioni politiche. Per esempio nel 2013 votarono il 75,2% degli aventi diritto dunque il quorum sarebbe stato del 37,6% nel caso la riforma fosse già in atto.

Noi  pensiamo che qualsiasi sia il quorum di partecipazione, esso si presterà sempre e comunque a favore di chi potrebbe incitare all’astensionismo. Il referendum è invece uno Continue reading

08/11/2016 – presidenziali negli USA e la democrazia diretta

usa-e-ddMartedì 8 novembre negli USA si svolgeranno le elezioni per il presidente. Ma……. i cittadini  saranno anche chiamati a scegliere una parte dei rappresentanti del Congresso, delle assemblee degli stati della confederazione, dei consigli locali, dei centri per la salute, dei community college e di altre autorità locali. Nel 2016, in ben 35 stati, sono state infatti convocate 165 votazioni referendarie. Otto votazioni popolari si sono svolte nella prima parte dell’anno, spesso in coincidenza delle primarie per la selezione dei candidati al round finale, mentre le altre 157 si svolgeranno in coincidenza delle elezioni presidenziali dell’8 novembre. 74 dei 165 provvedimenti legislativi popolari ammessi al voto in questa tornata elettorale sono iniziative dei cittadini, cinque sono referendum di veto (referendum confermativi facoltativi), uno è un referendum consultivo. Maggiori informazioni QUI

In Italia, a fronte di uno scenario di profonda crisi della democrazia, della partecipazione, della fiducia nei confronti delle istituzioni, sarebbe logico attendersi che la riforma della Costituzione sia, anzitutto, diretta a rafforzare o rivitalizzare gli strumenti partecipativi, in secondo luogo, a cercare la più ampia partecipazione possibile. La riforma approvata dal Parlamento muove invece, secondo noi, nella direzione opposta. Vengono triplicate le firme necessarie per una legge di iniziativa popolare. Viene aumentato del 60% il quorum per richiedere un referendum a fronte di uno sconto del 25% circa per il quorum di partecipazione. Ricordiamo che la Commissione di Venezia inviti tutti gli stati ad azzerare il quorum di partecipazione.
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